Nel 2004 vi sono state tre pubblicazioni di enorme importanza sui benefici a lungo termine della terapia chirurgica dell’ obesità nel ridurre la mortalità e la morbilità.

(I tassi di mortalità sono direttamente proporzionali all’incremento del BMI)

Pubblicazioni del settore medico

Nel lavoro di Christou (Ann Surg 240, 416, 2004), paragonando i risultati a lungo termine della chirurgia e dei pazienti controllo, si osserva nei pazienti operati una minore incidenza di cancro (2.0 vs 8.49%), una minore incidenza di problemi cardiovascolari (4.73 vs. 26.69%), una minore incidenza di disturbi endocrinologici (9.47 vs 27.25%), muscoloscheletrici (4,83 vs 11,90%), psichiatrici (4,35 vs 8,20%) e respiratori (2,71 vs 11,36%).


Pur considerando la mortalità operatoria, la mortalità registrata nel corso dell’osservazione è stata dello 0,68% nel gruppo dei pazienti operati e del 6,17% nel gruppo dei pazienti non operati.

Benefici analoghi sono riportati nel lavoro di Sjostrom (NEJM 351, 2683, 2004) ed in quello di Buchwald (JAMA 292, 1724, 2004), soprattutto per quanto concerne la cura o il netto miglioramento delle principali malattie correlate e, quindi, in ultima analisi l’incremento della quantità di vita ed il netto miglioramento della qualità di questa.

Qualche numero

Ecco i numeri che riguardano il problema dell'obesità:

  • 1 miliardo e 200 milioni di persone in tutto il mondo hanno problemi di peso;
  • Viene definita un' "epidemia globale" perché interessa oltre il 50% della popolazione adulta delle civiltà industrializzate;
  • In America:

- Il 55% della popolazione è in sovrappeso;
- Il 30% della popolazione è obesa con BMI > 30;
- Il 4.7% della popolazione è  obeso patologico con  BMI > 40;
- 28 miliardi di dollari è la spesa sanitaria annua per i soggetti  con BMI > 29;
- 6 miliardi è la spesa complessiva per i normopeso.

Dati sull’obesità

IN ITALIA :

  • Il 33,1% della popolazione è in sovrappeso (41% degli uomini e 25,7% delle donne);
  • Il 9,7% della popolazione è obesa (9,5% degli uomini e 9,9% delle donne);
  • Il 24% degli uomini e il 37% delle donne tentano di dimagrire;
  • Il 57% degli uomini in sovrappeso si vedono normali;
  • Nel 3% dei casi, addirittura, si vedono magri;
  • Il 10% delle donne con peso normale si vede grassa;
  • Solo il 5% degli obesi si rivolge ad un medico;
  • Il 95% degli obesi si affida ai consigli dietetici dei media e della pubblicità;
  • L’ obesità è una malattia riconducibile per il 50% a fattori genetici e per il 50% a fattori ambientali;
  • 40 sono i geni coinvolti nell’obesità;
  • Più del 50% degli ipertesi è in sovrappeso;
  • L’85% dei diabetici di tipo 2 è obeso;
  • L’80% dei soggetti con  malattie cardiovascolari è in sovrappeso, oppure obeso;
  • Il 5-10% del peso iniziale è la perdita sufficiente per ridurre i fattori di rischio e una riduzione del 20% della mortalità totale;
  • Da 1,5 a 2 è l’aumento del rischio cardiovascolare per ogni fattore di rischio rispetto al soggetto con assenza di questi (es. fumo, dislipidemia, intolleranza glucidica, iperinsulinemia, diabete, ipertensione) 2x2x2 è il rischio di patologia cardiovascolare di un soggetto con 3 fattori di rischio;
  • L’Obesità riduce l’aspettativa di vita di 17 anni ed è la seconda causa di morte dopo il fumo;
  • In 9 anni l’obesità infantile è passata dal 6,1% al 13,6% nell’Italia nord-occidentale;
  • A 11 anni i bambini con problemi di peso sono più del doppio di quelli di 6 anni;
  • Il 30-60% dei bambini obesi sarà un adulto obeso;
  • 1000 kcal è la riduzione del consumo energetico giornaliero imposta dallo stile di vita della società moderna;
  • Solo il 35% della popolazione si dedica a un’attività fisico-sportiva;
  • Perdere 7 kg, per un obeso, significa risparmiare 450  € per anno in farmaci antipertensivi e antidiabetici;
  • L’Obesità costa quasi un 1.500 € l’anno per persona.

Inoltre in Italia:

  • 500.000 persone soffrono di  disturbi del  comportamento alimentare;
  • 65.000 persone soffrono di bulimia e anoressia;
  • 8.500 sono i nuovi casi di anoressia e bulimia ogni anno;
  • L’Italia è il paese Europeo con la percentuale più bassa di persone obese e sovrappeso.


BIBLIOGRAFIA:
1 - World Watch Institute;
2 - Dati ISTAT relativi al 2° Rapporto sull’obesità dell’Istituto Auxologico Italiano;
3 - Piano Sanitario Nazionale 1998-2000;
4 - Dati forniti dal Ministero della Sanità maggio 2000.

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